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In un verbale
del 9 novembre 1871 si legge, con molta difficoltà, la prima notizia
relativa al piccolo santuario.
<<... Si propone loro come, essendo stata
soppressa la chiesa della Madonna della Immagine, o sia delle Ginestre, a
causa dell’angustia troppo grande di detta chiesa, né essendosi potuto
ottenere dall’Ill./mo Sig. Vescovo la licenza di dilatare detta chiesa per
la lontananza della Terra e dall’abitato, s’è designato di fabbricare
altra chiesa capace nella piazza dell’Olmo, detto il Monnezzaro, per ivi
trasportare poi la miracolosa Immagine... Ma poiché non si vuole ottenere
licenza dall’Ill./mo Vescovo Sig. Cardinale si obbliga al mantenimento di
quella; perciò si pregano tutti di volersi obbligare a quanto sopra per
onore di Dio e di Maria SS.ma. Fu risoluto a viva voce che si fabbrichi
detta chiesa obbligandosi la comunità al mantenimento di quella ...>>.
Sebbene la grafia sia poco
intelligibile e sebbene la forma del verbale non sia proprio ortodossa, si
riesce, tuttavia, a comprendere che, a seguito dei dinieghi dell’Autorità
Ecclesiastica, venne eretta una nuova chiesa nello stesso luogo di quella
vecchia e poco capiente.
Che la chiesetta allora costruita
ex novo (o ampliata) in onore di Maria SS.ma delle Fratte sia proprio
quella stessa ove attualmente si venera la Sacra Immagine, è provato da
quanto è detto nel verbale del 22 aprile 1748, ove, tra l’altro, si legge:
<< ... (le Sante Messe) non si
celebrano in detta chiesa di S. Leonardo sotto il titolo della Madonna
delle Fratte ...>>.
Sulla base del contenuto dei
citati verbali, perciò, si può essere certi che il piccolo santuario della
Madonna delle Fratte è stato costruito, per ampliare il più vecchio e meno
capiente tempietto, tra il 1741 e il 1748.
Un altro tempietto rurale sorge,
poco distante dalla piazza principale, su un piccolo colle, cui si accede
per una scalinata di rustica fattura.
E’ questo il Santuario dedicato alla Madonna
delle Fratte: semplice e rozzo nella sua linea architettonica,
costituisce, tuttavia, il centro della devozione mariana capranicense.
Apparentemente, la piccola chiesa potrebbe
sembrare priva di ogni interesse storico; all’incontro v’è da ritenere che
tra le sue vecchie pietre sia nascosto il silenzio di oltre quattro
secoli.
L’indagine condotta allo scopo di ricercare e
stabilire la data, sebbene approssimativa, della sua erezione, si è
palesata irta di ogni difficoltà.
La tradizione popolare fa restare alquanto
perplessi.
Essa vuole che, in un giorno assai
lontano, un pastore di Castel S. Pietro che si aggirava nel nostro
territorio, avrebbe rinvenuto in un cespuglio un quadro raffigurante la
Vergine Santissima e lo avrebbe portato al suo paese. Il giorno
successivo, però, lo stesso quadro sarebbe tornato miracolosamente a
Capranica e sarebbe stato rinvenuto tra i cespugli, sul colle ove oggi
sorge la chiesetta. Da q ui il motivo della dedica alla << Madonna delle
Fratte >>.
Ma la sola tradizione,
ovviamente, non può soddisfare né il ricercatore né il lettore.
Trascrivo nuovamente il verbale del 9
novembre 1741, già riportato al capitolo XIV, lettera B) della prima parte
del presente lavoro:
<< ... Si propone loro come,
essendo stata soppressa la Chiesa della Madonna della Immagine, o sia
delle Ginestre, a causa dell’angustia troppo grande di detta chiesa, né
essendosi potuto ottenere dall’Ill./mo Sig. Vescovo la licenza di dilatare
detta chiesa per la lontananza dalla Terra e dall’abitato, s’è designato
di fabbricare altra chiesa capace nella piazza dell’Olmo, detta il
Monnezzaro, per ivi trasportare poi la miracolosa Immagine ...
Ma poiché non si vuole ottenere licenza
dall’Ill./mo Vescovo Sig. Cardinale di fabbricare la chiesa nel luogo già
detto; se la Comunità si obbliga al mantenimento di quella; perciò si
pregano tutti di volersi obbligare a quanto sopra per onore di Dio e di
Maria SS.ma. Fu risoluto a viva voce che si fabbrichi detta chiesa,
obbligandosi la Comunità al mantenimento di quella >>.
La chiesetta, dunque, alla data
del 9 novembre 1741, esistenza già da moltissimo tempo, tanto che si aveva
la necessità di una chiesa più capiente, e circostanza di non scarsa
importanza, essa era dedicata alla << Madonna delle Ginestre >>.
In un successivo verbale, datato
22 aprile 1748, si legge:
<< ... non si celebrano (le Sante Messe) in
detta Chiesa di S. Leonardo sotto il titolo della Madonna delle Fratte ...
>>.
La frase appena trascritta
dimostra chiaramente che la chiesetta in esame era originariamente
dedicata a S. Leonardo e che, solo più tardi, venne intitolata alla
Madonna delle Fratte.
Che, poi, la Chiesa di S.
Leonardo fosse proprio quella attualmente dedicata alla Madonna delle
Fratte, è dimostrato oltre che alla frase come sopra trascritta, anche
dalla circostanza che, sulla parete di fondo della chiesetta, era visibile
un affresco raffigurante S. Leonardo, ricoperto da intonaco dopo l’ultimo
conflitto mondiale.
Ma, dall’esame degli antichi
verbali del Consiglio, se deduce facilmente che il << beneficio >> di S.
Leonardo aveva radici molto profonde nel tempo; sì che non sarebbe
azzardato collocare la data di erezione dell’antico tempietto ____
da cui il beneficio ecclesiastico trasse la denominazione ____
al primo scorcio del secolo XVI e, forse, anche anteriormente.
La vecchia chiesetta venne
dedicata alla Madonna delle Ginestre soltanto in un secondo tempo, dopo,
cioè, il miracoloso ritrovamento della Sacra Immagine.
Non si hanno documentazioni in
proposito. L’unica fonte, sebbene non confortata da prove più valide, è
una iscrizione apposta nella parte inferiore del quadro attuale,
raffigurante la Venerata Immagine, ove, tra l’altro, si legge una data: <<
AN.DNI.MDXLV >>.
In un opuscoletto, poi, fornitomi
in copia fotostatica dal già menzionato Sig. Luigi Michele Ponzo (Micheletto),
in calce alla Sacra Immagine è scritto:
<< An.Dni. MDXLV - Res. MDCCCX -
La Madonna delle Grazie - detta delle Fratte - che si venera nella Chiesa
di Capranica Prenestina - Roma >>.
A tergo dell’opuscolo è scritto:
<< La detta Madonna, mutilata
dalla Grande Guerra del 1940, dipinta nuovamente su tavola dal Prof.
Giovanni. Battista Conti di Roma a spese della famiglia Augusto e Pietro
Sbardella. In memoria e suffragio del loro figlio Guerrino, caduto
eroicamente per la grande causa: il 2 febbraio 1944. Munito dei conforti
religiosi impartiti da Mons. Capoferri. La detta Madonna fu portata da
Roma a Capranica Prenestina accompagnata da una lunga fila di automobili e
di popolo: l’11 aprile 1947, ove fu accolta e benedetta dal Rev/mo Mons.
Pietro Orsi, Rettore del Santuario di Capranica Prenestina, nonché la
Giunta Comunale, con a capo il Notaio dottor Achille Sabelli ... >>.
Da tutto quanto detto, si può
soltanto ritenere quanto segue:
1. l’antico
tempietto, nella sua parte originaria, è di epoca assai remota,
presumibilmente della prima metà de secolo XVI;
2. Originariamente
dedicato a S. Leonardo, venne successivamente intitolato alla << Madonna
delle Ginestre >> e, quindi, alla << Madonna delle Fratte >>;
3. La
mutazione della dedica deve essere collocata presumibilmente al 1545;
4. L’antico
quadro raffigurante la Sacra Immagine, venne dipinto presumibilmente nella
stessa epoca;
5. La
chiesetta venne restaurata ed ampliata intorno al 1741;
6. L’antica
Sacra Immagine, << mutilata >> a seguito degli eventi bellici del 1944,
venne nuovamente dipinta su tavola dal prof. Giovanni. Battista Conti di
Roma nel 1947 e collocata nell’odierno santuario l’11 aprile dello stesso
anno.
Il 3 settembre 1971, a seguito di
raschiature praticate sulla parete di fondo della chiesetta rurale, è
venuto alla luce un frammento di un antico affresco : la faccia del
Bambino Gesù in atteggiamento di sereno abbandono sul petto della Vergine
Santissima; dell’interno scomparso dipinto è visibile soltanto il detto
frammento.
Secondo la testimonianza del cav.
Tommaso Frezza, del Sig. Leonida Orsi e di altri, l’interno affresco, oggi
distrutto, occupava la parte << in cornu Evangelii >> della parete, mentre
la parte centrale era occupata da altro affresco raffigurante San
Leonardo, attualmente ricoperta da intonaco.
L’esame del reperto venuto alla
luce mostra una fattura pregevole, che potrebbe essere collocata al sec.
XVI, e forse anche a data anteriore; è presumibile che, anche l’affresco
centrale, oggi ricoperto da intonaco, sia databile alla stessa epoca.
Non posso qui esimermi dal
segnalare e recriminare l’opera deleteria di chi diresse ____
per conto del Genio Civile ____ il lavoro di restauro della
chiesetta, effettuato appena dopo l’ultimo conflitto mondiale.
Il rinforzo della parete ed ogni altra opera
di restauro sarebbero state egualmente efficienti e perfette se si fosse
evitata l’applicazione dell’intonaco sugli affreschi ivi esistenti.
Chi potrebbe dimostrare, oggi, che essi siano
opera di artista valente? ____ a quale scopo deturpare, senza
ragione alcuna, delle opere che, sebbene di scarso valore artistico,
sarebbero tuttavia, una preziosa testimonianza dei tempi trascorsi?
Vero è, peraltro che la fede della nostra
gente no ha bisogno di opere d’arte per manifestare e testimoniare la
venerazione e l’amore verso al Vergine Santa.
Prova ne sia che, nei periodi in cui il
piccolo Santuario è aperto al culto, esso è meta per ognuno e asilo
quotidiano di serenità e di pace.
Le testimonianze d’amore dei
capranicensi verso la Madre Celeste sono i numerosi doni visibili
nell’antico tempietto; candelabri, lampadari, suppellettili d’uso e
oggetti occorrenti ai sacri riti. Come anche di tutti i capranicensi è
stato il contributo offerto per il rifacimento della copertura della
chiesetta rurale, e daranno di essi sicuramente i futuri contributi per
gli eventuali lavori di ampliamento e di ornamento che verranno effettuati
al piccolo Santuario.
A poca distanza dalla piazza
principale del paese si accede, attraverso una scalinata rudimentale, alla
piccola chiesa della Madonna delle Fratte, restaurata e ampliata intorno
al 1741, la cui parte originaria risale probabilmente alla prima metà del
XVI secolo.
Intitolata all’inizio della fondazione a San
Leonardo, la chiesa fu in seguito dedicata alla Vergine col titolo prima
di Madonna delle Ginestre, poi di Madonna delle Fratte.
Custodisce un’immagine di Maria, dipinta su
tavola da Giovanni Battista Conti nel 1947, che sostituisce quella
primitiva presumibilmente del1545, gravemente mutilata a causa degli enti
bellici della seconda guerra mondiale.
Il 3 settembre 1971, a seguito di raschiature
praticate sulla parete di fondo del tempietto, è venuto in luce un antico
affresco, di cui è rimasto solo un frammento, che ritrai l faccia del
Bambino Gesù in atteggiamento di abbandono sul petto della Vergine Madre.
La chiesa è dotata anche di piccola
sagrestia.
A cura del Presidente della Confraternita
Madonna delle Grazie
Amedeo MAZZI
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