|
Terra di castagni
Tradizione
antica |
|

|
Fitti
e disseminati casualmente con una superficie stimata intorno ai 150 - 200
ettari, i castagneti, con una coltre infinita di foglie, occupano il
settore
orientale del territorio di Capranica Prenestina colorando di marrone gli
autunni limpidi e freddi dei Monti Prenestini. Questa tonalità, che
anticamente era il simbolo della povertà e della semplicità in questa
stagione dell'anno, prende il sopravvento nella natura del luogo. Marrone è
infatti la terra e marrone sono la corteccia, le foglie e molti frutti fra i
quali quelli del castagno che, a Capranica, sotto forma esclusiva della
castagna secca denominata "mosciarella", hanno raggiunto una
produzione di circa 2000 quintali. L'origine
della castanicoltura nei Monti Prenestini si perde nel tempo tanto che,
secondo la tradizione, furono le castagne a sfamare i Prenestini durante il
lungo assedio di Silla. Nel XV secolo poi, alcuni provvedimenti pontefici
decretarono la classificazione del castagno come pianta da frutto
incentivando i proprietari dei fondi montani a sostituire i boschi
naturali con i castagneti.
|
|
|
La vera espansione si ebbe però nei secoli
XVI - XVII quando, queste culture finirono per sostituire i vigneti la cui
esistenza è testimoniata ancora oggi dai resti delle vasche per la
pigiatura e la raccolta del mosto rintracciabili ad esempio in località
"Vignola".
I
castagni, a loro volta vecchissimi, alcuni dei quali raggiungono dimensioni
ragguardevoli, hanno sviluppato con il tempo un'affezione particolare nella
gente di questo territorio. Se la castagna ha rappresentato l'alimento
principale, anche se povero, per il sostentamento, successivamente è
diventata una risorsa economica per lo sviluppo della montagna. Sennonché
tali occasioni produttive ed economiche si riferiscono non solo alla nascita di
un mercato di nicchia in grado di remunerare la qualità e la salubrità dei
suoi frutti, ma soprattutto allo sviluppo di una cultura che, in questa
ricchezza paesaggistica ed ambientale, riconosce la testimonianza di valori
dell'antica tradizione degli abitanti di questi luoghi.
In
questo percorso fra natura e tradizione, si inserisce la caratteristica
"Sagra della Mosciarella", che vanta ormai una storia ventennale e si
svolge ogni anno nel mese di dicembre. Più che una vera e propria Sagra la
manifestazione, ove sono presenti anche iniziative gastronomiche legate alla
castagna, si propone di rinnovare i valori dell'antica tradizione alimentare e
sociale della castanicoltura di Capranica Prenestina. Protagonista della Sagra
è, infatti, la "Mosciarella", ovvero la castagna secca ottenuta con
un processo di lavorazione lungo e ancora legato a sistemi tradizionali che
vengono mantenuti e tramandati di generazione in generazione secondo un'usanza
antichissima.
|